Fisio-osteopatia

Fisio-osteopatia

OSTEOPATIA ED ACUFENI

Definizione di Acufene

I dati diffusi che emergono dagli ambienti di studio e ricerca autorevoli stimano che circa il 10-20% della popolazione mondiale abbia esperienza diretta dell’ Acufene

Il discontinuo andamento delle manifestazioni dell’acufene spesso ne rende immediata la sua identificazione ma al contempo risulta non sempre facile la sua risoluzione. 

È stato tuttavia accertato come l’insorgenza di questo fenomeno sia classicamente attribuibile a specifiche cause, tra cui le piu frequenti:

  1. insorgenza di ‘deficit uditivi’ a carico dell’apparato uditivo, anche connessi con l’avanzamento dell’età anagrafica;
  2. intossicazione farmacologica acuta o cronica;
  3. prolungata esposizione sonora (professionale o ludica) valutata come dannosa per l’udito, ovvero a livelli di potenza acustica superiori agli 85 decibel.

Nonostante vada riconosciuto a questi elementi un significato eziopatogenetico a questi se ne dovrebbero aggiungere altri come vedremo di seguito.

Come riconoscere l’acufene?

L’aspetto distintivo dell’acufene è la percezione esclusivamente individuale di una specifica tipologia di suoni. Il soggetto avverte, con diversa frequenza, forma e continuità, una diversa gamma sonora di ronzii, tintinnii, fischi, fruscii, sibili da un orecchio o da entrambe le orecchie. Il fastidioso fenomeno percepito dal Paziente non è infatti generato da fonti esterne, ma proviene direttamente dal sistema metabolico dell’individuo e percepito all’interno dell’apparato uditivo. Il primo step diagnostico e di cura dell’acufene prevede una serie di accertamenti specialistici.

Modalità di intervento

La prima fase dovrebbe essere quella di diagnosi differenziale tra alterazione funzionale e anatomica. Alla base del fastidio possono esserci ragioni eterogenee, diverse da soggetto a soggetto, condizione che necessita la realizzazione di una terapia personalizzata.

Osteopatia – Sistema ORL – Acufene

L’Acufene, come già detto, è un disturbo uditivo particolarmente fastidioso, che può interessare un solo orecchio, entrambi o più genericamente può essere localizzato al centro della testa. E’ uno di quei disturbi che crea spesso molte difficoltà anche allo specialista Otorino e Audiologo più preparato, e lo stesso all’Osteopata specializzato in disturbi ORL. 

 

Queste difficoltà sono quasi sempre dovute al fatto che ci si ostini ad investigare e praticare interventi direttamente sul distretto anatomico da cui emerge il sintomo, sovente descritto dal paziente con dovizia di dettagli.

Le usuali modalità di indagine clinico-strumentali del distretto otorinolaringoiatrico sono di indubbio valore al fine di escludere anomalie anatomiche, congenite o acquisite, del Paziente, ma, pur riconoscendo a queste un indiscutibile e fondamentale significato dal punto di vista diagnostico, spesso si limitano alla soluzione del problema propendendo per un indirizzo medico-chirurgico troppo focalizzato sulla unica area dell’orecchio. 

Modalità investigative costose e sofisticate che necessitano di ausili clinico strumentali d’avanguardia, foriere di interessanti elementi conoscitivi, si rivelano alcune volte sterili in termini di indirizzo terapeutico clinico e/o osteopatico dell’Acufene, in quanto focalizzati sul distretto ORL, o alle strutture con esso in diretto contatto anatomo-funzionale, separandoli da quello che è lo “stato di salute generale” della persona che ne è afflitta.

Come sottolineato sopra, sovente ciò che deriva dal modus operandi prettamente specialistico e “mono-modale” sul tema dell’Acufene, sono frustranti insuccessi terapeutici che, molto spesso, determina una forma di frammentazione-fissazione che va ad attentare alla innata capacità del corpo di autocorreggersi ed autoregolarsi da sé; va a creare in pratica una forma di “fissazione disfunzionale”, un punto perno attorno a cui l’intero organismo del Paziente va a riorganizzarsi con il passare del tempo. 

“BODY IS A UNIT” e MATERIA, ENERGIA E SPIRITO, reciprocamente correlate, affermava A.T. Still, sono la garanzia affinché il corpo sia in modalità funzionale di tipo unitaria.

Basti pensare a tal riguardo, alla intima relazione tra Respirazione ed Equilibrio Idro-Pneumatico dell’orecchio (vedi rapporti tra orecchio medio, cassa timpanica, orecchio interno, endolinfa e perilinfa), riconosciuta e comprensibile anche dai non addetti ai lavori che almeno una volta nella loro vita hanno effettuato un viaggio in aereo, o per altri motivi il repentino passare da un livello di quota ad un altro, dall’essersi immersi in acqua, in mare, nella vasca da bagno, o legati alla semplice attività di deglutire respirare e parlare contemporaneamente, o a quella altrettanto direttamente connessa all’Atto Respiratorio, che è l’adeguata risposta funzionale del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), circa il mantenimento del Tono-Trofismo delle Mucose a partenza dalle vie Aeree Superiori e l’Orecchio che poi propaga al resto del corpo.

 

Nel Paziente affetto da Acufene spesso riscontriamo e vanno indagate implicazioni disfunzionali degli apparati Respiratorio, Cardiocircolatorio, Gastroenterico, Urogenitale, Muscolo-Scheletrico, Neuroendocrino nonché la Psiche con i sintomi quali: Ansia, Depressione, Turbe dell’Umore, “Inefficienza Cognitivo- Lavorativa”, Anomalie del Comportamento in genere quali Riproduzione, Legami Affettivi, Interazioni Sociali, Processi di Guarigione in genere, capacità di mantenere la Calma ed il Rilassamento, alterazione del ritmo Sonno-Veglia. Strutture e funzioni appena citate, apparentemente distanti e diverse tra loro, sono invece al contempo integrati e la loro funzione modulata dall’apparato ORL in perfetta sinergia con il SNA.

L’Acufene può divenire una sorta di doorway attraverso cui accedere, contattare il sistema salute della persona. Salute da intendersi come fenomeno complesso tanto che ‘a guardarvi dentro’ vengono le Vertigini anche agli operatori che non le avevano mai avute! Ci si addentra in quel famigerato territorio di confine – Sensorialità – Neurovegetativo – in cui tutti sconfinano ma nessuno si trova totalmente a proprio agio.

Tutti i casi d’insuccesso anche in altre discipline specialistiche, sono dovuti per lo più al tentativo erroneo di voler valutare un “fenomeno complesso” come la salute, con le stesse modalità di indagine clinico strumentali utilizzate per misurare il “fenomeno lineare” qual è la malattia. 

Ciò che appare poco esplicabile in termini di risultati, per il Medico Specialista/Osteopata ostinatamente focalizzato sul sintomo e sul distretto da cui questo emerge, malgrado si abbiano spesso delle indubbie competenze derivate da approfonditi studi in materia, ma, dimentichi del fatto che ogni INDIVIDUO è un caso a se, UNICO ed IRRIPETIBILE, risulta oltremodo comprensibile per tutti noi che applichiamo oggi un approccio, un modello di medicina personalizzata imperniato sul mantenimento di un ottimale stato di salute, e nel ritrovarlo nel caso di perdita dello stesso, con decisioni mediche, procedure, farmaci e medical device su misura per il paziente. 

Questo approccio risulta portatore di positive sorprese a carico di apparati e strutture apparentemente separati tra loro ottimizzando funzionalmente il sistema ORL con il ruolo centrale svolto dalla Respirazione, Madre Genitrice di tutte le altre funzioni. I processi terapeutici sono quindi spontanei, inaspettati: in Osteopatia, in questi casi si lavora in ambito di non giudizio, e di non aspettativa e contatto minimo! La “doorway” che si apre di cui si accennava sopra. 

Oggi è possibile obiettivare, grazie al progresso tecnologico, quanto percepito e tramandatoci attraverso pratiche millenarie come lo Yoga: il raggiungimento tramite la respirazione, di uno stato di consapevolezza al di fuori dell’ordinario dell’essere integro, intero, sano che ci avvicina all’ancora irrisolto mistero della vita: l’Assoluto. Siamo sotto l’egida dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide-Surrene (HPA).

Questa modalità di pensiero è l’amalgama connettiva del TEAM di lavoro che abbiamo costruito in questi anni di stretta collaborazione clinica e di Ricerca. Tutto il nostro Staff del Centro Businco, oltre a preoccuparsi di come il paziente ‘ci sente’ tiene in massima considerazione come il paziente ‘si sente’; l’agire comune di tutto il Gruppo volge all’insegna di una sempre più pratica attuazione di Medicina Personalizzata che, con il costante lavoro comunicativo di gruppo e di informazione anche mediatica, sta via via rappresentando un cambio di paradigma integrato per tutti gli Specialisti della materia.

Tenendo sempre bene a mente che ogni INDIVIDUO è un caso a sé, UNICO ed IRRIPETIBILE non si dà mai nulla per scontato ritenendo non solo un Paziente diverso dall’altro ma lo stesso paziente mutevole nella sua condizione metabolica in momenti diversi del suo vivere, pertanto sarà il Paziente stesso a dettare tempi e modalità del processo terapeutico che si estrinsecherà in funzione delle sue potenzialità adattative del momento, ed il nostro approccio sarà conseguentemente adeguato a queste e non viceversa.

Lo stato Pro-infiammatorio sistemico complesso e le soluzioni terapeutiche Osteopatiche

Nell’Acufene, così come in altre patologie, si è davanti ad un SINTOMO spesso in assenza di DANNO ORGANICO, ovvero un fenomeno di non linearità, denominato fenomeno complesso. Tale complessità è dovuta al fatto che è intimamente connessa allo Stato di Salute Generale del soggetto, e come tale va approcciata, tenendo sempre presente le differenze tra i due tipi di fenomeni. L’Acufene potremmo definirlo come l’espressione di uno stato pro-infiammatorio di tipo sistemico espresso dal corpo attraverso un ‘brontolio’. Il paziente affetto da Acufene non sente voci che gli altri non sentono, o rumori o suoni dai significati decifrabili, (altrimenti l’ambito sarebbe psichiatrico) ma quanto da lui percepito può essere paragonato ad una sorta di rumore di fondo  derivante dal suo corpo stesso. E’ innegabile che il nostro mondo interno è costantemente in relazione con quello esterno, in stato di veglia o di sonno che sia, attraverso la nostra sensorialità; OUTSIDE INSIDE la stessa cosa! Costante ed in eterno divenire è la ricerca di un qualcosa che non è mai di superfice, ma sempre espressione della migliore armonia possibile tra mondo esterno e mondo interno, tutto rientra in questa forma di costante ed ininterrotto dialogo tra ciò che è interno a noi e ciò che è fuori. Il paziente sente, nel significato più originale di «Capacità di Sentire» (dal greco aísthesis “sensazione”), questo qualcosa che non va all’interno di “Se” stesso, come già accennato sopra.

La sensorialità è il mezzo con il quale ci relazioniamo con il mondo che ci circonda. Senza dubbio tra gli organi di senso la vista è quella più studiata ed è pur vero però, che abbiamo la capacità di interrompere la funzione visiva attraverso le palpebre come fossero una tendina, senza arrecare pregiudizio alla vita stessa. Questo arresto di funzione risulta praticamente impossibile per la respirazione, la circolazione, la propriocezione e l’interocezione che continuano incessantemente ad essere in esercizio anche durante il sonno; funzioni queste, la cui interruzione sarebbe incompatibile con il proseguo del nostro vivere. L’orecchio dialoga costantemente, non soltanto attraverso l’elaborazione del significato di suoni, parole complesse e complete che hanno un significato specifico in una determinata lingua, ma è relazionato intimamente alle suddette funzioni, influenzandosi vicendevolmente senza interruzione sugli aspetti qualitativi del loro funzionamento e di conseguenza sugli aspetti qualitativi del nostro esistere.

Osteopaticamente parlando, definizioni tipo “modificazione dello stato di salute” della persona o “modificazione costruttiva della sua condizione metabolica” non escludono che si possano avere modificazioni “esteriori”, di ciò che emerge, ovvero “il sintomo” o ad una modificazione primaria da cui il sintomo stesso deriva: stiamo parlando di ‘stato metabolico pro-infiammatorio della persona! 

Indirizzare il sistema verso quello stadio che i clinici definirebbero: 

  • di maggiore integrazione
  • di minore conflittualità
  • di maggiore disponibilità di energie per una vita produttiva

fino a giungere ad una modificazione del comportamento metabolico in toto, che perda gli aspetti generalmente definiti “immaturi” per acquisire quelli definiti “maturi”. Questo è ottenibile attraverso una stimolazione minima in cui il corpo ritrova lo stato/strada di salute indirizzando il sistema e predisponendolo a fenomeni autocorrettivi.

Quanto da noi osservato e condiviso con il Prof. Lino Di Rienzo Businco durante il Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) con pazienti ORL e, nello specifico affetti da Acufene, il cui approccio terapeutico, clinico e chirurgico è sempre funzionale e mini invasivo, risulta in linea con il pensiero osteopatico, ovvero: il riconoscere al corpo una sorta di intelligenza innata, una sua capacità di autocorreggersi ed auto provvedere a se stesso purché funzionante in maniera unitaria. 

Tale pensiero è ben espresso e sovrapponibile a quello di colui che ha letteralmente rivoluzionato il modo di vedere l’anatomia e l’ontogenesi dell’essere umano; il Prof. Dr. Med. Erich Blechschmidt (1904-1992)*, il quale sottolinea che: 

‘Ancora oggi la natura umana resta un enigma. Non solo gli aspetti metafisici di un individuo ma anche quelli somatici sono avvolti nel mistero. Lo studio della forma e della formazione del corpo è il problema fondamentale dell’anatomia: esso non riguarda soltanto l’adulto ma anche i primi stadi dell’ontogenesi. Negli ultimi anni questo problema si è ingigantito. A causa della crescente tendenza a “molecolarizzare” l’essere umano e a studiare le funzioni umane come “specializzazioni” sempre più isolate, per gli studenti è sempre più difficile, partendo dalle singole parti “ri–sintetizzare” il quadro complessivo. I numerosi fatti disparati che per caso rimangono nella memoria, dopo anni di studio, tendono spesso ad aumentare la confusione piuttosto che contribuire alla coerenza. Nel suo originale modo di esporre il Prof. Blechschmidt oltre ad offrire una più chiara idea di come avviene la formazione del corpo evidenzia inoltre come la forma e la sua struttura vengono sviluppate e mantenute grazie al metabolismo delle cellule viventi”. (Dal libro La base ontogenetica dell’anatomia umana). 

*Direttore dell’istituto di Anatomia dell’Università di Gotingen tra il 1942 e il 1973, usò a sua volta il termine “sviluppo biodinamico” riferendosi alle forze che agiscono nell’embrione. Blechschmidt scrisse: “Il termine biodinamico spiega come i movimenti materiali che caratterizzano lo sviluppo sono generati da forze nell’organismo vivente.  

 

Questa condizione venendo meno in taluni momenti, può necessitare di una semplice “indicazione”, talvolta chirurgica, altre farmacologica, altre ancora osteopatica, ma sempre con la premessa di non sostituirsi alla innata capacità del corpo di ‘far da sé’, inibendola talvolta reversibilmente, altre irreversibilmente, a seguito di eventi accidentali imprevedibili o metodiche chirurgiche troppo severe o approcci osteopatici poggianti sulle tecniche. La minore invasività possibile secondo la Legge del Contatto Minimo! 

 

Così come la soggettività dei singoli casi rende impossibile per il chirurgo più accorto di attenersi a fredde e rigide linee guida, così anche l’approccio osteopatico in ambito ORL rende necessario, oltre allo sviluppo di competenze specifiche, una capacità empatica e plasticità mentale, tali da entrare in un ambito in cui tutto è possibile e passibile di essere rivisitato, in quanto utilizziamo modalità d’approccio e tempi di risposta ‘personalizzati’, ovvero dettati dal Paziente, che non siano derivanti da idee preconcette dell’operatore, anche sviluppate dall’esperienza acquisita tramite casi precedenti. 

In conclusione il trattamento transdisciplinare, che ci consente di ottenere questi positivi risultati, oltre alle rispettive competenze superspecialistiche, non dovrebbe entrare nel ‘loop del guaritore’ e nella ricerca della soluzione ad ogni costo nell’immediato, privilegiando sempre un approccio “a mosaico” in cui ogni tessera contribuisce al completo e pieno risultato terapeutico finale.

 

Dr.Fausto Carru

Osteopata Centro Businco

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