LE OTALGIE NEL BAMBINO

 

Le otalgie possono riguardare l’orecchio esterno come nel caso di una dermatite, di una foruncolosi, di un corpo estraneo, di un tappo di cerume, di qualche piccola lesione irritativa prodotta ad esempio dall’uso improprio di un cotton-fioc.

L’otoscopia consente di riconoscere queste cause e di trovare quindi la soluzione. Spesso sono sufficienti gocce locali a base di cortisonici ed antibiotici, due o tre volte al giorno e qualche leggero analgesico per via generale.

Le otalgie più importanti sono invece dovute ad un impegno dell’orecchio medio, generalmente secondario a qualche problema nasale del bambino. In primo luogo le condizioni di raffreddore, in genere da rino o adenovirus. Infatti attraverso la tuba di Eustachio (corta e beante nei bambini) si ha la diffusione dell’infezione all’orecchio medio con conseguente formazione di sierosita’, edema e versamento endotimpanico. Altre volte le ostruzioni nasali in causa sono dovute all’ipertrofia delle adenoidi e all’allergia con ipertrofia dei turbinati nasali (specie della coda del turbinato inferiore, anatomicamente contigua all’orificio tubarico). In questi casi infatti il muco e le secrezioni catarrali ristagnano a livello del rinofaringe ostruendo e infiammando la tuba di Eustachio e determinando il quadro delle otiti medie effusive o secretive.

A volte queste secrezioni sono molto dense e stentano ad essere eliminate, consolidandosi in forme quasi collose (glue ear). 

La membrana timpanica appare quasi sempre arrossata, con molta evidenza del manico del martello. Appaiono strie rossastre, a volte bollicine, tipo vescicole che preludono alla perforazione timpanica. Quando questo avviene si nota molta secrezione sierosa, giallastra, spesso con strie di sangue. Asciugando la scecrezione con un cotton fioc o un micro aspiratore si può valutare la condizione della membrana timpanica e l’entita’ della perforazione stessa.

Come terapia bisogna prima di tutto togliere il dolore. Se non c’e’ la perforazione si possono usare  delle gocce auricolari locali con antibiotici e analgesici. Dal punto di vista generale va bene il paracetamolo in diversa concentrazione in base all’eta’ e al peso, eventualmente in associazione con la codeina. 

La somministrazione di antibiotici per via generale e’ quasi sempre consigliabile per evitare le sovrainfezioni batteriche (cefalosporine o amoxicillina clavulanata) e per almeno 5 giorni.

E’ necessario migliorare la respirazione nasale ed usare ogni mezzo per contenere i sintomi del raffreddore e la formazione di muco nel naso.

Bene quindi i lavaggi nasali con soluzioni saline, l’abituare il bambino a soffiare il naso e per 4-5 giorni qualche leggero vasocostrittore nasale per aerare meglio le tube e favorire la guarigione dell’otite.

Se il muco persiste ed e’ molto denso si puo’ praticare qualche aerosol con fluidificanti e mucoregolatori locali e somministrare per bocca un mucolitico anche per qualche settimana.

Se c’e’ stata una perforazione (con conseguente otorrea) e’ bene seguirne la riparazione fino al ritorno alla normalita’ sia otoscopica che timpanometrica (esame impedenzometrico)

Naturalmente quando queste otalgie sono molto frequenti e sono dovute ad una particolare ripetitività delle otiti si può arrivare a prendere in considerazione provvedimenti chirurgici quali tradizionalmente l’adenotomia associata o meno al drenaggio transtimpanico micro-otochirurgico con aspirazione del muco endotimpanco ed eventuale posizionamento di tubicino di ventilazione da tenere in sede per qualche mese (sino alla sua naturale espulsione e riparazione del timpano). Oggi, con l’obiettivo di effettuare trattamenti personalizzati e conservativi, si preferisce se possibile procedere con soluzioni di chirurgia miniinvasiva endoscopica quali il rimodellamento adenoideo con radiofrequenze e il ripristino della ventilazione tubarica con tecnica endoscopica selettiva e dilatazione con palloncino balloon.

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